Non so dirti in che anno siamo

Non so dirti in che anno siamo, sono in compagnia di una ragazza, la mia musa.
Quando l’ho incontrata? la sto incontrando, sono suo. Ho diciannove anni, anzi diciassette; no, credo di averne moltissimi di più. La seguo, voglio essere con lei. Credo di capire dove ci troviamo, a Milanino, ma non ha molta importanza. Continuiamo a vederci e se siamo qui sono inutili le domande e le risposte.
Mi chiedi di parlarti della città in cui vivo, già, dov’è? In questo momento c’è il sole e il cielo è straordinariamente terso. Sto cercando con gli occhi due piccole montagne, simili l’una all’altra, gemelle, le ha disegnate Leonardo: Grigne, è il loro nome. Mi sento raffigurato in un quadro profondo, luminoso, vicino a una donna che sto incontrando da sempre. E’ al mio fianco, vedo il suo volto incredibile, meraviglioso.
Ma non sono giovane. In questo spazio mi muovo con lei, lei ha la mia età, diciotto diciannove anni, no, molti di più. Quando mi sfiora sento che la sua vita è ricca di tutto quel che ho fatto e visto; io ho fatto e visto tutto con lei anche se la sto incontrando ora, in questo quadrato di luce, come se la incontrassi per la prima volta.
Quanti anni abbiamo?
Non vorrai chiedermi l’anno in cui sono nato, ti dico che non è importante. E’ stato, credo, nel 1958. Il 1958? Per alcuni artisti, sulla tela tutto era ancora possibile con della cementite e qualche matita colorata, o con un kutter. L’oggi è migliore, l’oggi? Con esattezza non so quanti anni io abbia, ma ho la sensazione di non averne molti davanti. Tutta la mia vita è riconducibile a questo quadrato di luce: io e lei siamo qui, ci guardiamo, vediamo il nostro sorriso, la nostra voce. La verità è lo sguardo, io continuo a guardare il suo sguardo. Ti dico che i suoi occhi sono i miei occhi. I nostri occhi sono un cantiere stupendo.
Ci siamo incontrati a Milanino. Si, è stato a Milanino, la prima volta, cioè ora. Siamo vicinissimi. Milanino non c’entra più niente. Mi chiedi cosa ho fatto nella vita, la vita? Alludi a quegli strani miei dipinti, le gallerie d’arte, il mercato? Mi sono agitato un po’, è vero, ma in realtà non mi sono mai spostato da dove mi trovo, da dove c’è lei, da dove credo di aver vissuto realmente, ovvero da uno spazio di luce, questo pensiero di luce dove l’ho incontrata, dove ci incontriamo, dove invecchiamo. L’amore forse è non sapere più in che anno siamo. Lei è qui, la mia musa. La vedo e sono visto da lei, giovani, vecchi, spiegami tu la differenza. Siamo lì, qui, gli anni non contano. In un quadro di luce il tempo non sono gli anni, il tempo è luce e il viaggio della luce non termina mai. In questo spazio in cui tutto può sembrare già avvenuto, avviene tutto: nasco, nasce lei, io e Patrizia ci incontriamo, cadiamo insieme e non ci lasciamo.